QUANDO I BUONI PROPOSITI NON BASTANO…
Lo sfregio a cui è stato sottoposto il sentiero del Cucù che dalla cappelletta del Lazzaretto conduce all’alzaia del Villoresi è l’ennesima mancanza di attenzione e tutela del verde e delle piante come bene comune di tutti i lainatesi.
Il Consigliere Contin Agostino delegato al verde faccia chiarezza e non si nasconda dietro presunte responsabilità che imputano il taglio ad autorizzazioni rilasciate dall’ Amministrazione Provinciale di Centro-Destra.
Esistono regole e responsabilità che vanno chiarite e soprattutto il perché non si sia intervenuti nel fermare un taglio selvaggio, un vero e proprio scempio di un sentiero storico con un alto valore ambientale e paesistico.
Attendiamo che il Comune segnali la situazione al Settore competente della Provincia e che vengano fatti i rilevamenti del caso da parte della Polizia Provinciale, poiché qualsiasi intervento è regolato da precise prescrizioni sul numero di piante da tagliare e da lasciare a dimora per evitare che il bosco scompaia.
Non è però stato così, a terra ci sono centocinquanta alberi e di ciò deve rispondere chi ha eseguito il l’intervento e il Comune come Ente preposto alla tutela del proprio territorio deve dare delle risposte puntuali.
Riteniamo questi gesti uno dei tanti campanelli di allarme su come superficialmente si concepisca il patrimonio arboreo.
Le aree soggette al taglio selvaggio, guarda caso, sono terreni che qualcuno vorrebbe trasformare in residenziali e lo scempio si è svolto fatalmente a poche settimane dall’istanza, del Consigliere della PDL Mauro Cattaneo, di modifica del regolamento del verde pubblico che mira a tutelare il patrimonio arboreo presente sulla Città di Lainate approvato dalla precedente Amministrazione di Centro-Sinistra.
Il regolamento del Verde Pubblico deliberato dalla precedente Amministrazione di Centro Sinistra è stato oggetto nell’ultimo Consiglio Comunale di velato attacco da parte del Consigliere della PDL Mauro Cattaneo che ha sollecitato la modifica dello stesso, poiché troppo oneroso rispetto a chi di fatto ha delle essenze arboree che ricadono all’interno dei propri piani di lottizzazione.
Il Consigliere ha una bizzarra concezione sull’essenza stessa del verde come bene comune, parla infatti di distorsioni applicative facendo finta di non capire il perché di tale strumento.
Ci si era accorti, a seguito di cinque anni di gestione del patrimonio arboreo che molti privati, in particolare chi esegue e progetta grossi interventi edificatori, non rispettava assolutamente le essenze presenti, in particolare modo quando le stesse ostacolavano l’edificazione e lo sviluppo volumetrico.
Per questo è stato richiesto ai privati di preservare gli esemplari di particolare interesse anche con il deposito cauzionale e dove l’intervento veniva autorizzato il privato doveva “rimpiazzare” gli alberi con piante del pari valore ornamentale di quelle abbattute.
E’ sorprendente come si possa girare la frittata e ipotizzare addirittura che siano i privati ad essere indennizzati per il mancato taglio delle loro piante all’interno dei vari interventi edilizi.
Per intenderci con un esempio: Se in Piazza Maffeis si intendono fare sparire i platani che partono da Via San Bernardo per costruire case non sarà, secondo Cattaneo, il privato a indennizzare la collettività per lo scempio fatto, ma deve essere il privato a essere pagato dal Comune di Lainate per lasciare a dimora le essenze.
Dispiace che su tale proposta non ci sia stata la replica di nessun consigliere ne della maggioranza, ne dell’opposizione e ci auguriamo che il Consigliere Delegato al Verde Contin Agostino non raccolga la proposta fatta in Consiglio e nel corso dell’ultima Commissione Ecologia.